
Dal sito www.sanbao.it riprendo e cito testualmente una frase molto bella dal testo “ La padronanza della forza” scritto da un maestro di Kung Fu della fine del 1800
……….”tutto inizia e finisce con il Qi, l’energia interna. Essere padroni di questa energia significa penetrare in un mondo sconosciuto e raggiungere uno stato in cui la vita e la morte perdono le loro caratteristiche di paura. Quando raggiungerete questo stato, diventerete veramente voi stessi”…….
Bella e profonda vero? Un ottimo spunto di meditazione.
Meditare, cercare serenità, concentrarsi, non significa essere statici e rimanere fermi ed immobili. La nostra energia interna, quella meditativa e la capacità di concentrazione quindi di guidare l’energia si attiva con movenze lente, sinuose….
Quando parlo di queste movenze non posso fare a meno, memore di essere parte di un sistema naturale perfetto, di pensare a quanti e quali altri esseri viventi si muovono così, con fare armonico e sinuoso, quasi incantato: un bellissimo esempio ne è un pesce guarda caso asiatico, il Betta Splendens o pesce combattente del Siam. E’ un pesce stupendo, con pinne vistose e coloratissime, da sembrare un drappeggio, che nuota lento ma possente.
Il Betta Splendens è un ottimo esempio di Ying e Yang, di sintesi e completamento degli opposti; pacifico e sinuoso nei movimenti, spietato e veloce all’occorrenza quando deve difendere se stesso ed i propri cuccioli.
Per tornare al nostro hobby, vediamo in breve come allevare il nostro amico pesce combattente: di indole pacifica, l’aggettivo combattente gli deriva dalla deplorevole consuetudine di far combattere due esemplari maschi nella stessa vasca fino a che uno non soccombe, scommettendo sul vincitore.
A parte questo, cominciamo col dire che il Betta Splendens è originario (e diffuso) della Thainlandia, Cambogia, Laos, dove popola le risaie, anse fluviali e specchi d’acqua spesso stagnanti, con pochissimo ossigeno: tanto è che la natura lo ha dotato di un organo ausiliario per la respirazione, il labirinto, che gli consente di respirare l’ossigeno direttamente dall’aria.
Le dimensioni di un maschio adulto vanno dai 6 agli 8 cm e si trova principalmente nelle varianti di colore azzurro, viola, rosso, nero e blu, più raramente verde o rosa.
Ha un temperamento spiccatamente territoriale e per questo se ne consiglia la presenza di un solo esemplare maschio per ciascuna singola vasca, onde evitare lotte cruente per la supremazia sul territorio che si concluderebbero con un solo sopravvissuto. Ovviamente si sconsigliano come compagni di vasca tutti quei pesci che hanno pinne vistose e colorate, ad esempio i guppy, che il Betta scambia per dei rivali con tutto ciò che ne consegue.
Qualcuno per vedere lo spettacolo del Betta maschio in atteggiamento bellico, con tutti gli opercoli dilatati come una danza di guerra, mette in vasca uno specchio , ma in questo modo si fa vivere il pesce in un costante stato di stress che ovviamente si ripercuote sul suo stato di salute.
Può essere tranquillamente allevato da solo in piccole vaschette o vasi di vetro, ben adattandosi all’acqua di rubinetto ed alla temperatura dei nostri ambienti domestici, in simbiosi con semplici piante.
Nelle foto allegate vediamo proprio un bellissimo esempio di allevamento del Betta Splendens maschio in un acquario con un fondo di sabbia bianca fina, piante e legni. Il nostro amico col tempo si lascerà addirittura “grattare” la testa.
Se invece ci si vuole cimentare con la riproduzione del Betta allora andrà allevato un esemplare maschio con alcune femmine e la temperatura mantenuta sopra ai 28°C (ma non oltre i 31°C).
Il maschio, al momento della riproduzione, costruirà il suo nido di bolle impastando aria acqua e saliva, formando al pelo dell’acqua una sorta di “schiuma”. Quando anche la femmina è pronta e piena di uova (col ventre rigonfio) lui la corteggia fino a quando per la deposizione la avvolge e la spreme per farle espellere le uova. Lui provvederà a fecondarle e ad attaccarle al nido di bolle, dopodiché la femmina andrà tolta dalla vasca di riproduzione in quanto il maschio praticherà lui stesso le cure parentali dei piccoli e diventa assolutamente intollerante anche nei confronti della femmina.
Fino a 3-4 giorni i piccoli non vengono toccati, ma trascorso tale periodo quando cominceranno ad assumere le sembianze dei genitori sarà bene toglierli dalla vasca e farli tranquillamente crescere da soli.
La foto è stata gentilmente concessa dalla proprietaria dell’esemplare, dalla stessa allevato con grande cura e passione.